Nel 2011 OUTDOOR, Festival Internazionale di Urban Art, giunto alla sua seconda edizione, ha come intento principale quello di lasciare una traccia del nostro presente alle future generazioni, un messaggio permanente in un quartiere di Roma in continua evoluzione sin dal suo nascere.

 

Scenario della manifestazione sarà la zona Ostiense – Marconi. Ex Area Induztriale di Roma, il quartiere venne creato a partire dal 1870 e per quasi un secolo il suo sviluppo fu legato all’industria e all’industrializzazione della città. A partire dagli anni ’60, a seguito della crescente urbanizzazione dell’area, con i quartieri EUR e Marconi, il distretto industriale ha lasciato il passo ad una nuova dimensione. Oggi attraverso attività di Archeologia Industriale Ostiense e Marconi stanno vivendo una nuova vita segnata però da una forte presenza del passato. L’anima industriale dell’area vive nei suoi edifici, che oggi ospitano il fulcro della scena creativa e culturale della città. Un passato inalienabile, atmosfere inconfondibili che ci mettono in contatto diretto con quell’era dell’industrializzazione. Un messaggio involontario che vede protagonisti i padri dei nostri nonni.

 

Attraverso interventi di Urban Art, la seconda edizione di OUTDOOR si pone l’obiettivo di comunicare la contemporanea fase di cambiamento sociale ed urbanistica alle generazioni future, un processo consapevole, volutamente inserito in un area che storicamente si contraddistingue per la sua capacità di dialogo culturale trans generazionale.

 

Tutti sono invitati a intraprendere il percorso che da via Ostiense, angolo via del porto fluviale terminerà al Teatro India. Un percorso nel quale ogni artista chiamato a partecipare ha lasciato il suo particolare segno.

 

A questa seconda edizione del Festival parteciperanno artisti dalle caratteristiche e dai linguaggi differenti, espressione dell’ampio universo della Urban Art, corrente legata ad un’esigenza comunicativa di una generazione internazionale.

 

OUTDOOR è knitting, installazioni materiche, visual graffiti, writing, un mix fatto di artisti internazionali ed italiani, affermati ed emergenti, accumunati dalla voglia di comunicare senza barriere, che non vogliono confinare il loro messaggio in contenitori esclusivi per iniziati.  Per una cultura consumata. Per un’arte libera di esprimere il massimo del suo valore.

 

NUfactory



Bio

 

È nato a Foggia nel 1986 e ora vive a Roma, ma il suo lavoro viaggia, si muove alla ricerca di spazi che siano significanti oltre l’opera stessa. Si ferma lì dove dipingere diventa un’arma per lanciare un messaggio, dove anche la parete ha qualcosa da dire.  L’università di Roma 3, l’ospedale Prenestina a Roma, uno spazio di oltre 300 metri per Saba School in Algeria e due vasti muri nella zona di massima sicurezza del carcere di Rebibbia.

Prima di iniziare ha frequentato il corso di illustrazione e animazione presso Officina b5, e l’ Accademia di Illustrazione e disegno artistico presso l’Accademia di belle arti di Roma.

Il suo lavoro viaggia, abbiamo detto, e mentre cerca i luoghi adatti si lascia ammirare in Italia, Giappone, Corea, Taiwan e Stati Uniti.

 

Agostino Iacurci,
Roma,
Pianeta Terra.

Agostino per Outdoor

 

Gli scienziati non sanno cosa sia, ma dicono che cambia forma, continuamente. Può essere sabbia nel deserto o aria che attraversa le sbarre. Per noi sarà acqua di mare.

 

Acqua di mare, si, che nelle mani dell’artista incontrerà la capitale. Sulla grande facciata della pescheria in via del porto fluviale, il dipinto di un enorme acquario urbano dove una figura nuoterà indisturbata.

Un vortice di pesci la circonda, prende parte al movimento, in una sintonia perfetta che è metafora di pacifica convivenza. Eccolo il messaggio al futuro, ecco il concetto da tramandare: creare un nuovo habitat è possibile, ancora di più lo è vivere e convivere in questo luogo. Naturalmente.

Ma per farlo, ci invita a riflettere l’artista, bisogna abbandonare giudizi morali e di valore, non cedere a messaggi preconfezionati, ma guardare con occhio critico il mondo. Le linee semplici e pulite, tratto tipico delle opere di Iacurci, trasformano il dipinto in un messaggio diretto a chiunque lo guardi.

Bio

 

Se nasci a Roma, devi farci i conti.

La città eterna, l'arte che si respira anche nei vicoli, le immagini Felliniane, i personaggi di Pasolini. Chiara Fazi c'è nata, nel 1984, e i conti li sta facendo tutti molto bene. Con la grafica, vincendo nel 2006 il concorso biennale "Pietro Parigi", con la pittura e l'incisione, in cui consegue la laurea all'Accademia di Belle Arti di Roma nel 2008. Con la pubblicità, ridisegnando per Eni il Cane a Sei Zampe.

Di Roma respira il fermento culturale, partecipando come illustratrice per il Roma Europa Festival 2010, oppure esponendo prima alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna, poi alla galleria La Pigna in Palazzo Maffei Marescotti fino al Museo Andersen. Ma l'arte ha bisogno di spazi aperti, di aria nuova, così si sposta a Genova per esporre all’Ars Habitat prima di scendere a Catania, in mostra alle ex Ciminiere. Pasolini, Fellini, il respiro dei vecchi quartieri, però, sono cose che non puoi ignorare, infatti nel gennaio 2010 è pronta per la sua prima personale, "pelle di Talpa" e a ospitarla è il Teatro Palladium. Di Roma naturalmente.

 

Chiara per Outdoor

 

I suoi discepoli mangiano libri, camminano su sei zampe e come talpe si muovono al buio.

Che sia il capo di una nuova stirpe?

Lo scoprirete presto.

Bio

 

Accompagnato dai suoi personaggi allungati e spinto da un vortice colorato in stile Art Noveau, Herbert Baglione è partito da San Paolo, dov'è nato, e ha conquistato prima l'America e poi l'Europa. Come uno splendido circo fatte d'imagini, ha fatto diverse tappe, fermandosi tra i graffiti, le illustrazioni, affascindando riviste come Juxtapoz e nomi altisonanti come Adidas e Upper Playground per poi ripartire, ancora più carico, verso mostre personali e manifestazioni collettive: la Biennale di San Paolo (2002), il Festival Internazionale di Graffiti in Cile, la New Image art gallery di San Francisco (2007) l'Iguana Pop Gallery di Barcellona (2010).

Ora tocca a Roma, ma c'è chi giura che non si fermeranno mai.

 

Herbert Baglione,

Brasile,

Pianeta Terra.

 

 

 

 

 

Herbert per Outdoor

 

Strane forme di vita, simili agli uomini ma diversi. Hanno teste allungate e corpi completamente neri.

Qualcuno dice che sono in mezzo a noi.

Lo saranno presto.

 

 

 

 

Bio

 

Quando inizi a dodici anni a dipingere graffiti ci sono due cose certe: hai qualcosa da dire e cerchi tutti i modi per farlo. Così è stato per Kid Acné.

 

Ha iniziato nella contea inglese di Leicestershire, attualmente vive e lavora a Sheffield. Le cose da dire: per lui sono parole, messaggi viscerali per tutti noi, segno principale della sua arte. I modi che ha di farlo: sono graffiti sui muri, a volte sotto forma di sigarette che sorridono ai passanti, a volte nelle sembianze di donne armate di spade e pugnali. Sono versi cantati al microfono, nello stile hip hop. Sono anche skateboard dipinti, interni di locali e T-shirt per Prada.  Nel 1995 ha fondato, con il fratello e alcuni amici, il collettivo artistico Invisible Spies.

 

Le opere di Kid Acné sono esposte in tutto il mondo, sia dentro che fuori le gallerie.

 

Kid Acne,

UK,

Pianeta Terra.

Kid per Outdoor

 

Non sono geroglifici, non sono numeri sumeri e neanche tavole di Mosè. Le sue parole sono messaggi per noi, per tutti noi.
Preparatevi ad ascoltare!

 

Si, perché Kid Acnè ha lasciato una traccia anche Roma, un’enorme traccia per uno dei suoi inconfondibili slogan.

 

Paint over the cracks, dipingi sulle crepe, è il messaggio che ha deciso di lanciare alla capitale. Riempire tutto ciò che fa acqua, come un buco nel muro, con l’arte, la creatività, l’iniziativa. Uno slogan che diventa un’esortazione per tutti noi, una spinta a riparare, con tutti i mezzi che si hanno, le innumerevoli rotture della nostra società.

 

Un percorso lettera per lettera alla scoperta di un messaggio chiaro, colorato e lungo 50 metri.
Che nessuno dica di non averlo letto!

Bio

 

Maria Carmela Milano

 

Parte da sud, nella provincia Potenza, approda a Roma dove comincia la sua ricerca creativa. E' prima all'accademia di belle Arti. Da sempre affascinata dal lavoro sul proprio corpo e sulle infinite possibilità di interazione attraverso esso, canalizza la sua ricerca attraverso differenti modalità espressiveNel 2001, fonda insieme ad altri artisti il collettivo Santasangre, compagnia di teatro sperimentale di fama internazionale. Dal 2008 comincia un percorso, dove si esprime attraverso la knitting art e la crochet art, creando opere di stoffa tra scultura e istallazione. Ora Parte da Roma, questo è sicuro, ma dopo tutto questo, la domanda è fin dove ha intenzione di arrivare.

 

Federica Terracina

L'ha formata l'Accademia di Belle Arti di Roma. L'ha ammaliata il teatro, per cui disegna costumi. L'ha affascinata la decorazione, in cui si cimenta da subito. L'ha chiamata a se l'impegno sociale, portandola a esordire nel 2011, alla galleria 291 est, Roma, con la sua prima personale "still waters", una collezione di abiti riciclati in location testimoni del disagio urbano napoletano. Ma è nel 2010 che la sua strada incontra quella di Maria Carmela Milano, con cui inizia una collaborazione legata alla Knitting Art, partendo dal progetto "In tessere", a Bari.

Che fosse un intreccio del destino? Per ora è un intreccio di lana che ha qualcosa da dire.

MCM&FT per Outdoor

 

Sembrano come noi, si dice.

Hanno sangue, cuore, aria nei polmoni.

Ma la loro anima è diversa, è fatta di lana.

Non tremate, sarà un ottobre caldo.

 

 

Soprattutto sui ponti, soprattutto vicino a vecchie industrie.

è qui infatti che una lunga maglia di fili colorati scorre come sangue a dare nuova vita alla capitale.

Dal ponte dell'industria, circondato dal traffico e da antiche fabbriche, un grande cuore di stoffa dirama arterie di lana sul ferro della struttura, come radici di un nuovo modo di approcciarsi alla vita.

Questo infatti il messaggio lanciato al futuro, come un gomitolo ribelle: abbassare i ritmi della vita quotidiana, diminuire i battiti accelerati e farli combaciare col battito della terra. Per fare questo le due artiste, il cui lavoro s'intreccia come maglia, riscoprono la Knitting Art, l'antica pratica di cucire a macchina e lavorare la lana coi ferri. I materiali che si arrampicano nella città sono tutti materiali di riuso.

Sul luogo dell'istallazione anche l'associazione PippiCalzelunghe,shop e laboratorio nato con l’intento di diffondere la pratica del lavoro a maglia, pronta ad allestire un Knit caffè all’aperto.

 

Bio

 

Quante personalità può avere un’artista?

Cento, mille, un milione?

 

Per ZEDZ una cosa è certa, quante siano non importa, hanno tutte lo stesso nome.

 

Il suo lavoro assume dimensioni e forme sempre diverse: dalle miniature a modelli in scala monumentale, da disegni a vere e proprie installazioni per comporre sempre un'unica parola: ZEDZ.

Nato a Leiden (Paesi Bassi) nel 1971, si avvicina al mondo dei graffiti all’età di 14 anni.

Nel 1992 si trasferisce ad Amsterdam per studiare presso l’accademia Gerrit Rietveld Art. Dopo la laurea nel 1998 inizia a lavorare come artista visivo e graphic designer freelance.

Prima di decidere d’invadere il mondo con le sue 4 lettere. 

 

Zedz,
Olanda,
Pianeta Terra.

Zedz per Outdoor

 

Qualcuno parla di Stonehenge, qualcuno dei templi maya, altri sospettano segnali partiti da altre civiltà. Noi sappiamo solo che sta arrivando.

 

Carico di cubi di legno rosso fiammeggiante e di un nome che si faccia leggere dall’alto.

 

Si perché, come parti di un tempio moderno, dal terreno emergeranno forme geometriche diverse pronte a regalarsi a chiunque. È questo il messaggio lanciato al futuro, quello di un’arte da fruire, da vivere, con cui stabilire un rapporto diretto. Sedersi, arrampicarsi, riposarsi sull’opera, facendo dell’arte motivo di aggregazione. O forse il messaggio è un altro. Quello che solo dall’alto si può vedere, quello che trova un senso all’accostamento casuale dei cubi. Quello che grida una sola parola di quattro lettere.

 

ZEDZ, il nome dell’artista.

 

 



Con i suoi 56 ettari su terreni pianeggianti, dalla riva sinistra del Tevere compresa fra la porta S. Paolo, il fiume e le mura aureliane. Nel 1870 viene destinata a zona per lo sviluppo delle attività industriali: il governo Cadorna prevede una stazione delle ferrovie, l'insediamento di magazzini e mercati generali, il Campo Boario, i Pubblici Macelli e altre attività. 

Nel 1909, grazie alla politica industriale della Giunta Nathan, sorgono i "Magazzini Generali" e vengono edificate le strutture della "Società Ferramenta Cantini" e della "Società romana formaggio pecorino". 

Nel 1912, lo Stabilimento del Gas e la costruzione dei Mercati Generali e del Consorzio Agrario segnano il potenziamento di Ostiense. Altre aziende nascono nella zona. 

Negli anni 60 la città comincia a trasformarsi, cresce, sempre di più. Vicino a Ostiense zone come Magliana, viale Marconi, l'EUR, diventano zone abitate. Molto. 

 

Negli anni a seguire, il quartiere è ripensato, pianificato attraverso il Nuovo Piano Regolatore, che individua in Ostiense una delle 18 nuove Centralità Metropolitane. Condizionate dal nuovo assetto urbano le imprese e i centri di smistamento lasciano Ostiense sia per ragioni di comodità che di sicurezza, come nel caso del Gasometro.

2002, anche i Magazzini Generali vengono dislocati. 



Scarica il Press kit.



 

VENERDI' 14 ottobre,Teatro India, 18.00 – 01.00

We are human – videoinstallazione, i 6 artisti in mostra raccontati attraverso filmati di repertorio.

H 18,30 - Dialoghi sulle relazioni con l'Urban Art a cura di ECCOM

coordina Gianluca Petrillo, giornalista Enel.tv

con

Silvia Litardi, curatrice indipendente

Cobol Pongide, astrofisico

Claudia Meschiari, dottore di ricerca in pianificazione territoriale e urbana

Cristina Da Milano, esperta di inclusione sociale

Francesco Dobrovich, projet manager OUTDOOR

 

H 20,30  - Proiezione documentari sul territorio 

Ostiense un cantiere aperto, documentario realizzato nel maro 2008
da studenti dell'Università di Roms Tre

Moto eterno, docu-fiction di Alessandro Rubinetti

 

H 22.00 - 01.00 - LIVE SET 

Venice - pop psychedelic 

Agostino Maria Ticino, electro-chili

Realm***a, funk soul dj set

 

SABATO 15 ottobre

H 12,00 – Rendez-vous

H 12,00 – 14,00 Visite guidate

H 13,00 - Street Brunch, assaggi di street food



NUfactory

+39 06 573327 81
info@nufactory.it 

c/o Teatro Palladium
Piazza Bartolomeo Romano 8
00154 Roma

nufactory.it




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